lunedì, novembre 16, 2009

....

Cinque quadri appesi alla parete e due storti. Con un dito si possono mettere a posto.
Nessuno in casa.
Solo il caldo che ha occupato tutti gli spazi, che si è adagiato sul divano dello studio, rendendolo appiccicoso.
E dalla finestra si vede la città.
Quattro sedie attorno al tavolo.
Fogli, fogli dappertutto. Alcuni scritti, altri con disegni, per la maggior parte bianchi.
Tanto bianchi da riflettere la luce che penetra dalle finestre.
Se appoggi l'orecchio alla parete si sente un uomo che ansima, debolmente,
che ancora non si domanda che fine abbia fatto il suo vicino.
Eppure lo vedeva tutti i giorni uscire alle 7 di mattina,
con la testa bassa, i capelli arruffati e quella tristezza che cammuffava così pateticamente.
Ma è Agosto. Si può scomparire senza problemi durante l'estate.
Nessuno pensa di cercarti.
Nessuno immagina che tu sia scappato.
Una piccola truppa di formiche si è impossessata della cucina.
Lavorano senza pausa da un paio di giorni, trasportando tutto ciò che possono,
inconsapevoli di una possibile fine, veloce e prematura.
E gli uccelli iniziano a sostare più a lungo sul balcone.
Nella camera da letto il lenzuolo bianco tocca il pavimento e i cuscini sono ancora segnati da un abbraccio lungo un'intera notte.
Un libro letto solo a metà.
L'ennesimo minuto scandito dalla sveglia e la lampada rimasta accesa per il buio che arriverà nuovamente.
All'improvviso suona il campanello della porta.
Ancora. Una voce. Dei passi.
E' Agosto. Si può scomparire senza problemi durante l'estate.
Nessuno pensa di cercarti.
Nessuno immagina tu sia scappato.
Un temporale, finalmente. Tremano le finestre.
La pioggia lava via l'odore delle vacanze.
E' Settembre.
Si attende il ritorno.
Si svela l'Assenza.
Settima Fase.

QUARTO ANNO


Quarto anno di vita.
TM & Copyright MARVEL

sabato, ottobre 10, 2009

Sesta Fase

25 giugno 2006. La linea continuava.
27 giugno 2006. Incontrai.
5 luglio 2006. Il fiato corto per l'emozione.
8 luglio 2006. La linea continuava.
13 luglio 2006. Agii in opposizione o sotto lo stimolo di un'altra azione.
17 luglio 2006. Mi sentii privato di qualcosa.
19 luglio 2006. La linea continuava.
24 luglio 2006. L'essenza, l'intima natura.
31 luglio 2006. Mi persi in lavori minuziosi, mi affaticai per risolvere un problema e sostenere una situazione.
4 agosto 2006.
La linea continuava.
7 agosto 2006. Escapismo.
9 agosto 2006. Mi diedero asilo, riparo.
13 agosto 2006. La linea si interruppe.

domenica, settembre 27, 2009

Quinta Fase


17 giugno 2006. Sabato. Piuttosto caldo.
18 giugno 2006. Guardai la tv. Saltavo da un canale all'altro. "....eccoci alla quar....ufdhfdhiugih.....oltanto per oggi l'off....wajhhfohohh......cross al cent.....jjdjpjpjf.....attacco della forza......fsjgjfgfpogldfòj.......cida ha cancellato le tracce con un.....a...g ...f.....g.....e....g..g................................I am he as you are he as you are me and we are all together See how they run like pigs from a gun see how they fly I'm crying Sitting on a cornflake(1).....(oh, cazzo)...........hshfdhggggg................Hai già dimenticato? Gli oggetti, gli spazi, i movimenti? Dimmi a cosa serve ricordarseli. Prima o poi scompaiono, vengono risucchiati nel mio disordine mentale. Non ti sei guardato intorno? Butta tutto, rinnova.............................kdgdsshhhhhljl................il nostro sign.....hkgguydtdutg.........ahahahahahah.......hdytebvfsdjfbkdx........sensazioni. Giungono quanto meno te lo aspetti e per alcuni secondi si possono rivivere stati d'animo.......fhiofisdhgigiug........osa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi(2).......gsgsdgigiushghgo........e che pensi di essere amato, sì..l'amore, proprio quello. Poi, un soffio di vento, una giornata storta, un cambio di marcia, e ti vogliono bene, ma tanto, ti giuro.......(spengo la tv?).....hguihoijulouhdkg.........un'altra domanda. A chi è attribuita l'opera Concerto Campestre esposta al Museo del Louvre di Parigi?..........ggivhsshgiygihihgiod.........bzbbbzzzzzz...bbbbbzzzz...bbbbzzzzz.........CLICK"

1.I am the Walrus (Lennon/McCartney), 1967
2.Caro Diario (Nanni Moretti), 1993

domenica, settembre 13, 2009

Quarta Fase.

25 maggio 2006. Deluso.

lunedì, settembre 07, 2009

Terza Fase.

15 maggio 2006. Decisi di chiudere lo studio e non riaprirlo più. Gettai anche la chiave.
16 maggio 2006. Girai con forza la maniglia. Bloccata. Provai ancora. Bloccata. Tirai un calcio alla porta. Nulla. Urlai. A spallate, con le unghie, sanguinavo ma continuavo a colpire, colpire, colpire.
Mezz'ora, in questo modo. Senza ragionare. Senza sentire dolore. La porta si aprì.
17 maggio 2006. Alle 2 di notte andai al pronto soccorso, simulando un'aggressione. Extracomunitari, certo, ma non li avevo visti in volto. Il buio, il buio.
18 maggio 2006. La mano sinistra, la testa e la spalla.

21 maggio 2006. Mi dispiace, non riuscivo a capire.

23 maggio 2006. Andai in studio. Chiusi la porta alle mie spalle.
Niente divano. A terra. Iniziai:
"E' la solita fitta. Non so se sia il petto o lo stomaco. E' qui, non puoi vedere, ma è qui. Metto la mano sopra, come uno scudo, mi proteggo. Ma non so se voglio che non entri o che non esca. Mi proteggo e basta. Poi, chiudo gli occhi, non sento più il peso della mano, sembra sia andata all'interno del mio corpo, intangibile, fluttuante. Vorrei farlo anche sulla testa...per spegnere i piccoli fuochi che ogni tanto divampano ma non trovano mai sfogo. E' che ci sono troppi angoli protetti, piccoli sacrari con altari votivi, che si alimentano dei fedeli pensieri che vagolano per la mia mente tutti i giorni. I pensieri...che entrano dalla bocca, dalle orecchie e dagli occhi e che il naso annulla."

giovedì, settembre 03, 2009

Seconda Fase

25 febbraio 2006. Ricominciai a mangiare.
7 marzo 2006. C'è abbastanza spazio nel tuo letto? Volevo passare una nottata fuori casa.

8 marzo 2006. Decisi di Festeggiare il duecentesimo centimetro. Sistemai la tavola da pranzo nello studio. Doveva essere qualcosa di speciale.

10 marzo 2006. Due bocconi e uno sguardo alla linea. Un bicchiere di vino, due, tre....
19 marzo 2006. Ascoltai musica tutta la sera.
23 marzo 2006. Stupido, stupido, stupido, ci sono ricascato nuovamente.
28 marzo 2006. Faceva caldo, io avevo freddo.
2 aprile 2006. Iniziai a parlare da solo nello studio. Sembrava mi ascoltasse.
17 aprile 2006. Un'altra notte trascorsa a parlare. Mi addormentai alle 4 del mattino e alle 7 mi svegliai per andare al lavoro.
24 aprile 2006. Avrei voluto che in quel momento tutti ascoltassero questa canzone.



1 maggio 2006. Talvolta non vi sentite un po' soli?

domenica, luglio 26, 2009

Prima fase

Un orecchio più basso dell'altro, 45 di piede.
31 agosto 2005. Ritornai dalle vacanze senza più alcuna speranza di risolvere i problemi di coppia. Era diventato così dannatamente banale il nostro rapporto, senza picchi, senza passione. Finita. Buttarmi in una nuova stagione lavorativa, era questo il mio obiettivo.
3 settembre 2005. Appena 3 giorni per sentirsi solo. Abbracciavo il cuscino, guardavo le fotografie, aprivo l'armadio per sentire ancora il suo profumo.
4 settembre 2005. Piansi. Decisamente liberatorio. Mi sentivo meglio.

5 settembre 2005. Dovevo cambiare qualcosa in casa. Troppi ricordi, segni. Ce ne volevano di nuovi... Tolsi i quadri dalla parete dello studio. Presi il pennarello nero, quello che mi portavo sempre dietro nello zaino, ed ecco, un segno sul muro dello studio. Un piccolo tratto, orizzontale, di un solo centimetro. Partii dal lato sinistro della parete, poco sotto il soffitto.

Da quel momento, ogni giorno, ne aggiunsi uno nuovo.

17 settembre 2005. Una intuizione, un salto al cuore.

26 settembre 2005. Uscii incazzato dall'ufficio. Non potevo più sopportare i loro soprusi. Guidai lontano, il più possibile finchè non mi trovai in aperta campagna.

30 settembre 2005. Chissà se mi pensi.

2 ottobre 2005. Invitato per un weekend da un amico. Rifiutai. Ero stanco, dovevo occuparmi di un progetto aperto al lavoro. Non mi piaceva neppure il luogo dove avrei dovuto trascorrere quei due giorni. E poi quello stupido segno sul muro chi l'avrebbe fatto in mia assenza...

13 ottobre 2005. Decisi di ricominciare a correre.

15 ottobre 2005. Acquistato un libro.

18 ottobre 2005. Febbricitante. Aprii il divano a letto nello studio, non volevo rimanere nella camera da letto. Mi misi a guardare la televisione ma sembrava interessarmi di più quella lunga linea che lentamente cresceva sulla parete. Era davvero bella, mia.

4 novembre 2005. Una canzone:

A heartbeat, a flicker, a line

It's just a line

It's just a...

12 novembre 2005. Anymore.
21 novembre 2005. Mi svegliai di soprassalto. Accesi la luce e andai in studio a vedere la linea. Tutto ok.
24 novembre 2005. Camminata sotto la pioggia.
30 novembre 2005. Dopocena a casa con amici. Mi chiesero cosa volessi fare sulla parete spoglia dello studio. La linea, risposi. Fui oggetto di ilarità tutta la sera. Mi irritai parecchio.
12 dicembre 2005. Veloce conoscenza e sesso, la prima volta da quando mi ero separato.
14 dicembre 2005. Ricevetti una telefonata, scagliai il cellulare contro il muro, quello dello studio. Probabilmente mi voleva rivedere, io no!

Natale. La linea era lunga 112 cm. Bellissima.

31 dicembre 2005. Ubriaco già alle 22. Barcollavo per strada, guardandomi il volto nelle vetrine dei negozi.

4 gennaio 2006. Ruppi un bicchiere in casa. Nel raccogliere i frammenti mi tagliai.

9 gennaio 2006. Una mattinata freddissima. L'auto non riuscì a partire e presi la metro. Incontrai una collega lungo il tragitto e mentre mi parlava mi sentii male. A stento non caddi a terra. Ritornai a casa con un taxi.

17 gennaio 2006. Coprii lo specchio con un lenzuolo.

28 gennaio 2006. Solo in casa, stavo benissimo.

18 febbraio 2006. Un problema dal lavoro. Dovetti assentarmi per due giorni da casa.

La linea, da continuare...chi? La scelta cadde su uno dei miei amici.Gli telefonai. Accettò.

19 febbraio 2006. Partii, non prima di aver aggiunto l’ennesimo tratto in presenza dell’amico, per fargli capire come avrebbe dovuto fare, quale pennarello usare.

Gli lasciai le chiavi di casa e me ne andai.

20-21 febbraio 2006. Due risvegli in albergo e altrettante crisi di panico. Avrei voluto essere nel mio appartamento per la linea. Inviai un esagerato numero di messaggi con il cellulare per sapere se tutto stava procedendo per il meglio. Mi chiedevo come fosse venuto il segno.

Ritornato a casa, sostai davanti alla porta chiusa dello studio per un bel po’ di minuti prima di avere il coraggio di entrare. Non era affatto simile ai miei tratti precedenti, mi misi quasi a piangere. Cercai di calmarmi. Dovevo solo richiudere la porta, e rivederlo il giorno dopo con meno emotività addosso . Anche quella sera non riuscii a mangiare.