mercoledì, gennaio 12, 2011

LIBRO III

Con il capo ottenebrato dai riflussi

della tarda serata, mosse lo detto

come un augello, forte guidando

e strombazzando, col romor che mena

lo squadron delle auto, quando il dì

lo sguardo sul ciel del verno alza

con acuti languori, e forza e sorte

porta al popol suo. Ma schivi

e fluttuanti umor marcian gli amici,

pronti a recarsi di conserto aita.

Come talor del monte in su la cima

di Tramontana il soffiar spande la nebbia

al guidator odiosa, ai finti celti

cara quanto la verde stella, né va lunge il guardo

più che tiro di pietra: a questa guisa

si destava di parole una procella

sulle teste de’ passanti che veloci

l’aperte vie trascorrean. Venuti

di poco spazio l’un dell’altro a fronte

gli omini amici, ecco Nebulo

nelle prime apparir file padane

brillo come un brillante dio. Portava seco

un ligneo ovino, e cornuta

testa ; e due biglietti sfilando

ben squadrati e sottili, iva de’ Altri

sfidando i primi a singolar visione.


(Immagine di Barry B. Powell )

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